
Sono le 5.15, fuori albeggia, il cielo è di un azzurro limpido e nitido, le montagne sono incorniciate da un aureola rossastra tendente al giallo, una nuova giornata sta per iniziare.
Un silenzio confortante, profondo e immenso avvolge le case, il paese, la natura e i suoi abitanti.
L'aria è fresca, frizzante, inebriante, la leggera brezza del mattino mi solletica la pelle delle braccia, finalmente scoperte.
Riesco a percepire il profumo delle ginestre, delle rose e dei gerani sul balcone che entra dalle finestre.
Gli uccelli hanno cominciato il loro incessante concerto giornaliero, qualche cane da lontano abbaia.
Sotto casa si sente passare il trattore di un contadino che parte per i campi.
Il mio sguardo si perde nella vallata sconfinata, il verde rigoglioso dei boschi e il giallo sbiadito delle balle di fieno appena tagliato, che sparge nell'aria quel suo particolare odore, formano geometrie uniche, ordinate e composte.
Mi fermo un attimo, inspiro profondamente e mi investo un senso di pace, mi sento percorsa da un' energia positiva che spazza via il sonno e la stanchezza della giornata interminabile di ieri.
Penso a quanto mi sono arrabbiata, alle lacrime di rabbia versate per cose effettivamente stupide.
Mi rendo conto di quanto sia bella la vita e un sorriso nasce sul mio viso, insieme ai primi raggi di un sole infuocato e caldo di quest'estate alle porte.