
Prima di questa mia esperienza di vita nel cuore dell' Alta Irpinia (come piace definire questo mio essere tornata alle origini!), vivevo a Roma, piu' precisamente a Dragona (nome alquanto trush per una località che lo è ancora di piu'!!!), XIIIma circoscrizione, litorale laziale a 15 km dal mare.
Ho lavorato per ben 6 anni nella stessa azienda di spedizionieri doganali a Fiumicino, quando sono entrata avevo solo 19 anni, mi ero diplomata da 2 mesi.
Mi sentivo ancora un' adolescente in piena fase problematica, ero indifesa, ingenua e poco consapevole della vita oltre il liceo.
Il primo giorno non lo dimenticherò mai!
Mi sono sentita come un agnellino buttato nella gabbia dei leoni.
E così giorno dopo giorno, anno dopo anno, facendo gavetta VERA, lavorando anche 12 ore al giorno, mangiando un panino sulla scrivania, urlando, arrabbiandomi, piangendo (eh si quante lacrime ho versato) sono diventata GRANDE, sono cresciuta sia professionalmente che personalmente diventando la persona che sono oggi!!
Ogni mattina mi infilavo in code mostruose che per percorrere 7 km impiegavo almeno 40 minuti, tra prima e seconda, bruciando la frizione.
Mai un'ora di permesso, ferie solo comandate e massima, assoluta dedizione!
Poi arriva il giorno che ormai sono una di loro, che mi portano in giro per clienti a fare il "commerciale", che sono il quasi braccio destro del capo, che qualcuno ha il mio numero di cellulare privato e mi chiamano ad ore impssibili, che anche la mia opinione ha importanza nelle riunioni di rito, che forse partirò per il prossimo incontro con i corrispondenti americani negli States.
Arriva il tempo di cogliere i frutti del mio tanto sudato e meritato percorso lavorativo e cosa faccio?!
Mollo tutti.
Lavoro.Casa.Famiglia.Amici e forse pure una discreta possibilibilità di carriera.
Una sera, siamo al solito incontro con le amiche, beviamo una tisana sulla terrazza dell' amica A., è settembre credo.Sgancio la bomba!!
Mollo tutto.Cambio vita.Città.Forse mi sposo!
La prima domanda non è stata dove vai, ma con chi ti sposi?!
Avevo tenuto nascosto a loro che confidavo i miei piu' intimi segreti che mi sentivo e vedevo nuovamente con il mio Amore di sempre, il mio Primo amore, quello che mi aveva spezzato il cuore a 17 anni e riconcorsa per i successivi.
Anno 2010, sui vari blog incontro una parola "downshifting".Eccheèè?!!
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
"Semplicità volontaria è, in lingua italiana, il neologismo che definisce quello che, principalmente nel mondo anglosassone, viene chiamato all'interno del mondo del lavoro il downshifting - parte integrante del più vasto concetto del lifestyle, lo stile di vita, o simple living, del vivere in semplicità - ovvero la scelta da parte di diverse figure di lavoratori - particolarmente professionisti - di giungere ad una libera, volontaria e consapevole autoriduzione del salario bilanciata da un minore impegno in termini di ore dedicate alle attività professionali, in maniera tale da godere di maggiore tempo libero (famiglia, ozioso relax, hobbystica, ecc.)".
E anche:
"Va da sé che alle spalle di una tale scelta paiono esservi motivazioni altre e alte, come una maggiore considerazione per i temi dell'ecologia, della salute fisica e psicologica e, in ultima analisi, per una visione della vita in minore chiave consumistica (dove l'equazione meno lavoro meno guadagno pare fare fede a sufficienza), oltre che per un recupero di valori da tempo dati per superati come una rivalutazione dell'ozio un recupero del concetto di lentezza, i mali che una economia drogata può portare con sé".
Per me ha significato abbandonare la metropoli, la capitale, il mare per rintanarmi in un paesino di circa 1900 anime, nel cuore delle montagne; sposarmi, avere un bambino; essere disoccupata e ora nuovamente occupata ma part-time (ovviamente);vivere in 3 con lo stesso stipendio con il quale soppravvivevo da sola stando ancora a casa dei miei.
Tagliare quella morsa che mi attanagliava il petto, quel correre incessante per fare anche solo la spesa la sera al supermercato, quello stress nevrotico da coda allo sportello della posta, della banca, del medico, della farmacia.
Quel fare i conti con le spese mille volte e non trovarsi mai in positivo a fine mese.
Lasciare un lavoro da impiegata per dedicare un anno della mia vita agli altri svolgendo il servizio civile; ritrovare un senso di appartenza al luogo e alla comunità; essere un cittadino e non un numero.
Rinunciare a tutte quelle cose superficiali che quando le hai credi che non possano non esistere e che quando non le hai piu', nemmeno ti mancano!
Ritrovare il sorriso, la voglia di comunicare e stare con gli altri; assaporare quella serenità interiore che solo il silenzio di una chiesetta di campagna può regalarti.
Ma soprattutto guardarmi allo specchio e rendermi conto che quella ruga profonda che mi segnava la fronte, troppo spesso accigliata, preoccupata e pensierosa non c'è piu'!E'sparita!!
Vorrei parlarvi ancora del "downshiting" della nostra famiglia ma credo che lo farò in un altro post, perchè questo mi sembra già troppo lungo e non voglio annoiarvi ancora!