venerdì 28 maggio 2010

settimana senza accendere i fornelli....piano miseramente fallito!!


Le intenzioni c'erano, la buona volontà pure ma poi la mancanza di organizzazione, le tentazioni e la voglia di pasta asciutta hanno preso il soppravvento...quindi abbiamo provato e apprezzato questa favola ricetta di http://www.gomamma.it/mezze-maniche-con-il-tonno-e-le-olive-841/

Provatela troppo buona!!

Un amore di Papà


La figura del Papà non mi è stata mai troppo chiara.
Da quando avevo 10 anni il mio non vive piu' con noi e degli anni precedenti ho solo ricordi sbiaditi...una domenica di sole, noi tre vestiti con gli abiti belli e siamo con lui che ci compra un ovetto kinder...una gita al mare...una pasquetta fredda con la famiglia ad arrostire carne alla brace.
Questi ricordi hanno però un sapore amaro.
Ogni volta c' era sempre un gesto, una frase, un comportamento che rovinava la situazione così tutte le migliori intenzioni con la quale mia madre le affrontava, quelle rare occasioni in cui lo si vedeva coinvolto nella nostra vita andavano a farsi benedire.
Lasciandoti dentro un qualcosa di negativo che ti faceva riempire gli occhi di lacrime di rabbia e rancore perchè sapevi che non era giusto ma potevi solo sopportare e far finta di non aver percepito la sua insofferenza nei nostri confronti, la sua voglia di fare altro, di essere altrove con altre persone...
Non ho ricordi di mio padre che gioca con me o con mia sorella, forse qualche immagine solo di lui con mio fratello ancora bambino.
Non ho ricordi di mio padre che mi prende in braccio o per mano, che mi fa ridere, che mi rincorre, che mi da un bacio...

Oggi sono mamma e insieme al PapàPasticcione cresciamo il Cucciolo.
Sbagliando ogni giorno cerchiamo di svolgere questo difficile e mai scontato lavoro di genitori nel migliore dei modi, impiegando tutte le nostre energie e risorse.
Quando arriva la sera, chiudendo gli occhi speriamo di aver dato il massimo di noi stessi nel bene e nel male nell' accudire il nostro adorato Cucciolo.
Solo ora sto imparando a conoscere un papà, a capire cosa significa questo speciale rapporto padre-figlio che, a differenza di quello mamma-figlio, non si instaura nel giorno stesso che scopri che il test di gravidanza è positivo, ma che si costruisce piano piano, con infinita pazienza e devozione, dando vita ad un rapporto unico e speciale.
Per me oggi l' immagine del papà è lui, mio marito, il PapàPasticcione.
Il PapàPasticcione che sorride al Cucciolo quando combina qualche guaio e a me quando indosso un abito particolare;
Che rimette a posto la cucina mentre io me ne vado a letto.
Che sa cucinare le pappe al Cucciolo, che ostenta la massima tranquilità nel dargli da mangiare anche se la pastina è in ogni luogo e in ogni dove grazie alle sue mirabolanti sputacchiate.
Che si dimentica di lavargli la mani o di portarsi il biberon con l' acqua quando escono a fare una passeggiata.
Che passa l' aspirapolvere e che stende i panni.
Che rincorre il Cucciolo per terra, facendolo ridere con quella sua dolce e rigogliosa risata da lattante.
Che sa sdrammatizzare le mie ansie e paure quando il Cucciolo sbatte la testa e piange disperato!!
Che sa farmi tornare il sorriso con una battuta.
Che sa cullarlo e inventarsi una ninna nanna tutta sua, dolce e ironica al tempo stesso, proprio come è lui nella vita di tutti i giorni.
Che gli mette sempre storto il pannolino, che gli lascia cucciarsi il tubo della crema per il sederino mentre lo cambia, che lo veste dei mille colori dell' arcobaleno alla faccia degli abbinamenti (eh lui è un anticonformista!), che lo bacia e lo spupazza facendogli il solletico!!

Per me oggi la parola "Papà" è sentire la voce di nostro figlio chiamarlo DADA'.
E' solo grazie a lui che ho imparato ad assaporare il gusto dell' Amore che ci lega indissolubilmente.

Questo post partecipa al
blogstorming

martedì 25 maggio 2010

La mia personale esperienza di downshifting


Prima di questa mia esperienza di vita nel cuore dell' Alta Irpinia (come piace definire questo mio essere tornata alle origini!), vivevo a Roma, piu' precisamente a Dragona (nome alquanto trush per una località che lo è ancora di piu'!!!), XIIIma circoscrizione, litorale laziale a 15 km dal mare.
Ho lavorato per ben 6 anni nella stessa azienda di spedizionieri doganali a Fiumicino, quando sono entrata avevo solo 19 anni, mi ero diplomata da 2 mesi.
Mi sentivo ancora un' adolescente in piena fase problematica, ero indifesa, ingenua e poco consapevole della vita oltre il liceo.
Il primo giorno non lo dimenticherò mai!
Mi sono sentita come un agnellino buttato nella gabbia dei leoni.
E così giorno dopo giorno, anno dopo anno, facendo gavetta VERA, lavorando anche 12 ore al giorno, mangiando un panino sulla scrivania, urlando, arrabbiandomi, piangendo (eh si quante lacrime ho versato) sono diventata GRANDE, sono cresciuta sia professionalmente che personalmente diventando la persona che sono oggi!!
Ogni mattina mi infilavo in code mostruose che per percorrere 7 km impiegavo almeno 40 minuti, tra prima e seconda, bruciando la frizione.
Mai un'ora di permesso, ferie solo comandate e massima, assoluta dedizione!
Poi arriva il giorno che ormai sono una di loro, che mi portano in giro per clienti a fare il "commerciale", che sono il quasi braccio destro del capo, che qualcuno ha il mio numero di cellulare privato e mi chiamano ad ore impssibili, che anche la mia opinione ha importanza nelle riunioni di rito, che forse partirò per il prossimo incontro con i corrispondenti americani negli States.
Arriva il tempo di cogliere i frutti del mio tanto sudato e meritato percorso lavorativo e cosa faccio?!
Mollo tutti.
Lavoro.Casa.Famiglia.Amici e forse pure una discreta possibilibilità di carriera.
Una sera, siamo al solito incontro con le amiche, beviamo una tisana sulla terrazza dell' amica A., è settembre credo.Sgancio la bomba!!
Mollo tutto.Cambio vita.Città.Forse mi sposo!
La prima domanda non è stata dove vai, ma con chi ti sposi?!
Avevo tenuto nascosto a loro che confidavo i miei piu' intimi segreti che mi sentivo e vedevo nuovamente con il mio Amore di sempre, il mio Primo amore, quello che mi aveva spezzato il cuore a 17 anni e riconcorsa per i successivi.

Anno 2010, sui vari blog incontro una parola "downshifting".Eccheèè?!!

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

"Semplicità volontaria è, in lingua italiana, il neologismo che definisce quello che, principalmente nel mondo anglosassone, viene chiamato all'interno del mondo del lavoro il downshifting - parte integrante del più vasto concetto del lifestyle, lo stile di vita, o simple living, del vivere in semplicità - ovvero la scelta da parte di diverse figure di lavoratori - particolarmente professionisti - di giungere ad una libera, volontaria e consapevole autoriduzione del salario bilanciata da un minore impegno in termini di ore dedicate alle attività professionali, in maniera tale da godere di maggiore tempo libero (famiglia, ozioso relax, hobbystica, ecc.)".

E anche:

"Va da sé che alle spalle di una tale scelta paiono esservi motivazioni altre e alte, come una maggiore considerazione per i temi dell'ecologia, della salute fisica e psicologica e, in ultima analisi, per una visione della vita in minore chiave consumistica (dove l'equazione meno lavoro meno guadagno pare fare fede a sufficienza), oltre che per un recupero di valori da tempo dati per superati come una rivalutazione dell'ozio un recupero del concetto di lentezza, i mali che una economia drogata può portare con sé".

Per me ha significato abbandonare la metropoli, la capitale, il mare per rintanarmi in un paesino di circa 1900 anime, nel cuore delle montagne; sposarmi, avere un bambino; essere disoccupata e ora nuovamente occupata ma part-time (ovviamente);vivere in 3 con lo stesso stipendio con il quale soppravvivevo da sola stando ancora a casa dei miei.
Tagliare quella morsa che mi attanagliava il petto, quel correre incessante per fare anche solo la spesa la sera al supermercato, quello stress nevrotico da coda allo sportello della posta, della banca, del medico, della farmacia.
Quel fare i conti con le spese mille volte e non trovarsi mai in positivo a fine mese.
Lasciare un lavoro da impiegata per dedicare un anno della mia vita agli altri svolgendo il servizio civile; ritrovare un senso di appartenza al luogo e alla comunità; essere un cittadino e non un numero.
Rinunciare a tutte quelle cose superficiali che quando le hai credi che non possano non esistere e che quando non le hai piu', nemmeno ti mancano!
Ritrovare il sorriso, la voglia di comunicare e stare con gli altri; assaporare quella serenità interiore che solo il silenzio di una chiesetta di campagna può regalarti.
Ma soprattutto guardarmi allo specchio e rendermi conto che quella ruga profonda che mi segnava la fronte, troppo spesso accigliata, preoccupata e pensierosa non c'è piu'!E'sparita!!

Vorrei parlarvi ancora del "downshiting" della nostra famiglia ma credo che lo farò in un altro post, perchè questo mi sembra già troppo lungo e non voglio annoiarvi ancora!

settimana senza accendere i fornelli

Mammafelice organizza la settimana senza accendere i fornelli, una specie di sfida in cui è vietato usare i fornelli, il forno, il bollitore e chi ne ha piu' ne metta.
Una settimana all' insegna delle verdura fresche, della frutta e di tanti piatti facili, veloci, gustosi anche se non sempre dietetici!!
Ho deciso di partecipare ma nun ce la posso fà ad organizzare un planning per l' intera settimana così ogni mattina pubblicherò un post con il menù per la cena (se riesco anche a pranzo ma credo che opteremo per mangiare dai suoceri considerato la settimana di fuoco che ci aspetta!).
Quindi eccoci a noi!
Per oggi questo è il menù:
25 Maggio 2010
Cena
Insalatona
Lattuga
qualche foglia di rucola
pomodorini
olivere verdi e nere denocciolate
ravanelli tagliati sottili
carote a listarelle
finocchi

Pane integrale e formaggi vari freschi e/o stagionati

Per accompagnare il tutto: un bicchiere di buon vino bianco.

Domani cercheremo di non accendere i fornelli nemmeno per la colazione e quindi caffè al bar!!!Ah ah ah ah

mercoledì 19 maggio 2010


Ieri si è svolta la 10ma Tappa del Giro d'Italia, da Avellino a Bitonto con furore passando per l' Ofantina!Ecchisenefrega dirà qualcuno e pure io!!
Perchè fino a ieri non sapevo nemmeno che si stesse svolgendo il Giro comunque per motivi di logistica, sicurezza e organizzativi.... Surprise!!!Ofantina CHIUSA!Dalle 9.30 alle 14.00!!
L' Ofantina è la strada che DEVO necessariamente percorrere tutte le sante mattine per arrivare sul posto di lavoro!!
Alle 11.00, terminato il mio turno, esco e mi avventuro per misteriose e tortuose strade interne, ovviamente tutte in salita che per una che soffre di vertigini come me che sta male anche quando alla tivvu' proiettano immagine dall'alto (ORRORE!!) dei grattacieli di NY o qualche altra città degli USA, vi assicuro che ci vuole coraggio a guidare avendo sulla sinistra, ok l' ammetto un panorama incantevole sulla vallata e sulle vette delle montagne ma anche uno strapiombo da mancare il fiato porcazozza!!
Proseguo sempre dritta, come dice mia mamma "tutte le strade portano a Roma" e in questo caso ad Aquilonia.
Chiedo informazione ad un ignaro e raro passante, incontro anche qualche ciclista, e penso che forse anche lui si è perso come me!
Percorro kilometri e kilometri senza l'ombra di una casa, salgo, scendo, giro, curva a destra, tornante a sinsitra e filamente non so come ma arrivo a casa!
Ieri una giornata che sarebbe trascorsa come tante, grazie ad un "piccolo" diversivo, mi ha regalato un meraviglioso e inaspettato tour dell' Alta Irpinia.
Nel cuore di boschi di querce e castagni, nel silenzio piu' assoluto di una natura incontaminata, spezzato solo dal rumore della mia macchina, sotto il sole tiepido di questa primavera un pò pigra ho scoperto e visto, posti e luoghi che sembrano il fermo immagine di un'epoca ormai perduta.

martedì 18 maggio 2010

Perdonare sempre, ma dimenticare mai. Giovanni Giolitti


Mi chiedo se veramente può esistere il perdono, nel senso di perdonare, dimenticare, mettere in un angolo della memoria i gesti, le parole, le mancanze che ti hanno fatto soffrire.
O forse è proprio qui il mio errore, perchè appunto perdonare non significa dimenticare ma prendere atto di quello che ci ha fatto soffrire, razionalizzare e cercare di esprimere i propri sentimenti al riguardo, in modo tale che questa negatività diventi energia positiva.
La mia domanda rimane sospesa tra i fili della mia coscienza...non lo so!
E' forse la mia piu' sincera risposta!
A volte credo di non poterlo fare, di non essere in grado di voltare pagina e concedere ancora fiducia a chi mi ha fatto del male e poi mi rendo conto che mi sono contraddetta e di aver già saputo perdonare qualcuno, forse è il grado di sofferenza a stabilire la capacità o meno di perdonare.
Gli specialisti sostengono che perdonare sia terapeutico, per ritrovare un equilibrio interiore, per riacquistare la serenità, per liberarsi dei pesi morti del passato.
Arrivare al perdono implica un doloroso e tortuoso cammino interiore, bisogna rispettare questi termini per poterci arrivare ed essere consapevole di ciò che si è raggiunti.
Qualche anno fa dalla mia condizione di figlia, credevo che fosse possibile, ero molto piu' disponibile, credevo che sbagliare fosse una debolezza dell' animo umano e quindi imprescendibile nel carattere di alcuni adulti un pò "deboli", credevo all' apertura mentale nei confronti di chi pensasse che essere genitori fosse anche far soffrire i propri figli.
Oggi sono mamma e credo che mai potrei girare le spalle al mio Cucciolo e dirgli un giorno di cavarsela da solo ad affrontare la Vita!
Essere mamma significa per me accompagnare i propri figli lungo il loro percorso, di essere vicino a loro per tendergli la mano quando cadano, per incoraggiarli a non abbattersi alle prime difficoltà, esserci nel giorno del loro matrimonio e presenti in tutti i momenti belli e brutti che lo renderanno la persona che sarà, condividere la stessa condizione di genitore per crescere ancora insieme e non lasciarsi mai.
Il 1° Aprile 2009 è nato il Cucciolo e quel giorno è nata una nuova Anna.
Sono nata come mamma e come genitore e smetterò di esserlo solo il giorno in cui il mio cuore cesserà di battere!
Ed è forse per questo che oggi per me è piu' difficile perdonare.

venerdì 14 maggio 2010

Il primo give away di Gomamma.it


Per la par-condicio, visto che ho appena vinto un libro per me, partecipo anche questo primo give away di http://www.gomamma.it/giveaway-go-mamma-regala-le-storie-di-nonna-bruna-631/ , in palio un libro per bambini, che al Cucciolo piacerebbe moltissimo!!
Gomamma è un blog che ho scoperto da poco ma che trovo veramente interessante, pieno di idee e spunti di riflessioni!
Sia mai che vinca anche questo!Ah ah ah
Bè io ci provo!!