
Il Natale è arrivato con tutte le sue luci, le vetrine addobbate, le corse ai regali, la frenesia del comprare, le canzoni nell'aria...ma per una serie di motivi questo ciclone ha investito tutto e tutti tranne me.
Mi sento come se mi avessero anestetizzata, nel senso che vedo tutto ma non sento niente!
Lo spirito del Natale proprio non riesco a sentirlo.
Ho fatto l' albero in anticipo programmandolo in un giorno di calma per non stressarmi l' 8 dicembre tra scatoloni e brillantini per casa.
Ho messo le luci fuori al balcone, le candele in giro, la tovaglia rossa sul tavolo come un dovere e non come un piacere!
Non ho fatto regali perché non avevo voglia di fare regali "comandati", il più delle volte inutili e tanto meno azzeccati.
Non voglio regali perché preferisco che i soldi per comprarmi la centesima sciarpa vengano donati a chi ne ha più bisogno ma anche perché non ho voglia di fingere che mi piaccia anche quando così non è!
Oggi è il 23 dicembre e invece di essere contenta e serena perché è l'ultimo giorno di lavoro e il primo di ferie, perché oggi partiamo per Roma penso che non ho fatto le valigie (cosa che odio perché non so mai cosa portare e alla fine mi porto sempre dietro troppi vestiti!); che la lavatrice del Cucciolo è ancora stesa sullo stendino e che dovrò portarmeli bagnati; che devo ancora andare dai miei cuginetti a portar loro un pensierino di Natale; che devo ancora organizzarmi mentalmente per la trasferta; ricordarmi di prendere il formaggio in frigo e le castagne nel ripostiglio; che molte persone si sono dimenticate del Cucciolo, come se non esistesse più, solo perché hanno avuto con me un piccolo screzio, divergenze di opinioni; che queste feste sono stressanti, finte e ancor più nostalgiche per chi ha dei lati scoperti che fanno ancora male; che ho sonno e sono stanca e vorrei mettermi a dormire e svegliarmi il 26 Dicembre anzi meglio ancora il 27!